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domenica 6 ottobre 2019
Sentiero dei funghi nel bosco di Soleminis, viaggiare in Sardegna.
Sentiero dei funghi nel bosco di Soleminis, 29 novembre 2018, viaggiare in Sardegna.
Setiero sensoriale di Monte Arrubiu a Soleminis, viaggiare in Sardegna.
Sentiero Sensoriale di Monte Arrubiu a Soleminis, 29 Novembre 2018, viaggiare in Sardegna.
Sentiero in piano nella pineta di Sinnai, 17 Febraio 2019, viaggiare in Sardegna.
Sentiero in piano nella pineta di Sinnai, 17 Febraio 2019, viaggiare in Sardegna.
Sentiero 105 per Genna Francescu nel Monte Linas, 27 Gennaio 2019, viaggiare in Sardegna.
Sentiero 105 per Genna Francescu nel Monte Linas, 27 Gennaio 2019, viaggiare in Sardegna.
sabato 28 settembre 2019
Cascata Nascosta nella foresta di Addoli' a Sadali, 1 Novembre 2016, viaggiare in Sardegna,
Cascata nascosta nella foresta di Addoli', Sadali.
Cascata di Su Stampu e Su Turrunu, 1 Novembre 2016, viaggiare in Sardegna.
Cascata di Su Stampu e Su Turrunu, Seulo.
Cascata di Piscina e Licona a Seulo, 1 Novembre 2016, viaggiare in Sardegna.
Cascata di Piscina e Licona a Seulo.
Lago del medio Flumendosa a Sadali, 2 Novembre 2016, viaggiare in Sardegna.
Lago del medio Flumendosa a Sadali.
Cascata di San Valentino a Sadali, 17 Aprile 2017, viaggiare in Sardegna.
Cascata di San Valentino a Sadali,
Borgo di Sadali tra cascate e murales, 17 Aprile 2017, viaggiare in Sardegna.
Borgo di Sadali tra cascate e murales.
Voragine ''Sa Ucca Manna'' a Sadali, 17 Aprile 2017, viaggaire in Sardegna.
Voragine ''Sa Ucca Manna'' a Sadali.
Punto Panoramico sulla foresta di Addoli' a Seulo, 24 Dicembre 2017, viaggiare in Sardegna.
Punto Panoramico sulla foresta di Addoli', a Seulo. In Sardegna naturalmente.
mercoledì 18 settembre 2019
Nuraghe Santu Antine, visto da dentro in una sessione di trekking
Nuraghe Santu Antine, uno dei piu' belli e forse il meglio conservato della Sardegna. https://www.facebook.com/sardegnawildescursioni/videos/vb.197046107768790/833664133694637/?type=2&theater .
lunedì 8 aprile 2019
Verita' sulle culture di Ozieri e Monteclaro
Verita' sulle culture di Ozieri e Monteclaro.
Questo articolo segue dall articolo gia' pubblicato
Ceramiche prenuragiche, museo archeologico di Cagliari,
per pubblicare delle precisazioni importanti che e'
nostro dovere fare.
viene dalla cultura dei vasi campaniformi,
genti che attraversarono l Europa durante i secoli, con permanenze
piu' o meno durature nei posti piu' ricchi di giacimenti metalliferi.
Partendo dall' Anatolia questa migrazione attraverso' l europa e giunse
in Sardegna dalla Spagna.
La cultura dei vasi campaniformi, era caratterizzata da questo popolo
abile nelle arti, con un aspetto fisico ben definito e quindi una razza
gia' identitariamente definita, che costruivano vasi a forma di campana
e questo e' il carattere che maggiormente ci e' pervenuto di loro.
Essi avevano un aspetto morfologico brachicefalo, mentre gli uomini
della cultura di Ozieri gli uomini avevano un aspetto morfologico
dolicamorfo.
La cultura di Ozieri era una societa' rurale come frequente era allora,
con una propria cultura e architettura nel costruire, che molto apprezzarono
le capacita' artigiane e metallurgiche della cultura di monteclaro.
Questi ultimi si appoggiavano ai villaggi gia' esistenti per produrre e commerciare
il loro artigianato.
Chi ha studiato le sepolture di questi popoli ha assistito statisticamente ad una
vera e propria fusione nei secoli delle due culture e delle due razze
inteso come caratteri morfologici.
E quindi si e' assistito al ritrovamento di uomini di Cultura di Ozieri
sepelliti come uomini del campaniforme, o viceversa una omogeneizzazione
dei caratteri ereditari brachicefali e dolicomorfi presenti nelle stesse tombe.
Ci troviamo quindi in una condizzione accertata e verificata di integrazione
fra due popoli nella Sardegna del prenuragico, integrazione delle culture
e fusione dei caratteri morfologici ereditari (dolicomorfo e brachicefalo).
Comunico con piacere che questa integrazione pacifica e' stata accertata
degli studi degli archeologi e che io ho letto dal blog Honebu e di aver anche
sentito questo in una conferenza del Professor Montalbano.
Quanto sopra contraddice perfettamente Wikipedia che alla voce insediamenti,
la quale parla della fine della cultura di Ozieri a causa di invasioni non
organizzate e superiore ferocia. Mi sembra una riduzione troppo coloniale
del fatto storico, e che dovremmo rivedere alla luce delle nuove scoperte,
chi conosce il presente possiede il passato, chi conosce il passato scrive il futuro.
Questo articolo segue dall articolo gia' pubblicato
Ceramiche prenuragiche, museo archeologico di Cagliari,
per pubblicare delle precisazioni importanti che e'
nostro dovere fare.
Culture di Ozieri e di Monteclaro.
Il piu' interessante apporto culturale nel periodo prenuragicoviene dalla cultura dei vasi campaniformi,
genti che attraversarono l Europa durante i secoli, con permanenze
piu' o meno durature nei posti piu' ricchi di giacimenti metalliferi.
Partendo dall' Anatolia questa migrazione attraverso' l europa e giunse
in Sardegna dalla Spagna.
La cultura dei vasi campaniformi, era caratterizzata da questo popolo
abile nelle arti, con un aspetto fisico ben definito e quindi una razza
gia' identitariamente definita, che costruivano vasi a forma di campana
e questo e' il carattere che maggiormente ci e' pervenuto di loro.
Essi avevano un aspetto morfologico brachicefalo, mentre gli uomini
della cultura di Ozieri gli uomini avevano un aspetto morfologico
dolicamorfo.
La cultura di Ozieri era una societa' rurale come frequente era allora,
con una propria cultura e architettura nel costruire, che molto apprezzarono
le capacita' artigiane e metallurgiche della cultura di monteclaro.
Questi ultimi si appoggiavano ai villaggi gia' esistenti per produrre e commerciare
il loro artigianato.
Chi ha studiato le sepolture di questi popoli ha assistito statisticamente ad una
vera e propria fusione nei secoli delle due culture e delle due razze
inteso come caratteri morfologici.
E quindi si e' assistito al ritrovamento di uomini di Cultura di Ozieri
sepelliti come uomini del campaniforme, o viceversa una omogeneizzazione
dei caratteri ereditari brachicefali e dolicomorfi presenti nelle stesse tombe.
Ci troviamo quindi in una condizzione accertata e verificata di integrazione
fra due popoli nella Sardegna del prenuragico, integrazione delle culture
e fusione dei caratteri morfologici ereditari (dolicomorfo e brachicefalo).
Comunico con piacere che questa integrazione pacifica e' stata accertata
degli studi degli archeologi e che io ho letto dal blog Honebu e di aver anche
sentito questo in una conferenza del Professor Montalbano.
Quanto sopra contraddice perfettamente Wikipedia che alla voce insediamenti,
la quale parla della fine della cultura di Ozieri a causa di invasioni non
organizzate e superiore ferocia. Mi sembra una riduzione troppo coloniale
del fatto storico, e che dovremmo rivedere alla luce delle nuove scoperte,
chi conosce il presente possiede il passato, chi conosce il passato scrive il futuro.
venerdì 5 aprile 2019
Dea Madre prenuragica e nuragica, museo archeologico di Cagliari.
Dea Madre prenuragica e nuragica, museo archeologico di Cagliari.
Il culto della Dea Madre risale al Paleolitico ed era diffuso in
modo non perfettamente omogeneo dall India fino all Europa occidentale,
e a nord fino al mar Baltico.
Col passare dei millenni a questa divinita' vengono associati concetti
di protezione degli aspetti dell' esistenza, tra cui amore sensuale, fertilita'
della terra e delle donne, la vita intesa nelle sue fasi di nascita, crescita e morte,
e ancora Acqua intesa come elemento della natura, in quanto madre della vita,
la Luna che col suo magnetismo governa l acqua sul globo terrestre,
governa inoltre la crescita delle piante e il ciclo mestruale delle donne,
di conseguenza la fertilita'.
Col tempo si sovvrapposero ai simboli della Dea Madre i simboli degli
Dei del Cielo, senza pero' annullarli o cancellarli.
Questo significava un cambio di paradigma di vari popoli dovuto forse
a cataclismi naturali e migrazioni.
La simbologia della Dea della terra, della Dea Madre, anche se marginalizzata
trovo' comunque posto nella simbologia e nella celebrazione dei nuovi culti,
in ultimo quello cattolico con figure e statue di Sante riconducibili
al culto piu' antico.
Gli ipogei della Sardegna, le ''Domus de Jana'' sono pieni di
questa simbologia, ed il culto della Dea Madre e' perfettamente integrato
col rituale delle Janas.
Successivo potrebbe essere, la scultura delle coppelle mammarie
nei gradini dei pozzi sacri, o di altri ipogei come Sa Grutta de is Cabombus
di Gonnosno'.
A questo culto appartengono anche i Menihr con le coppelle mammarie
scolpite, come quelli di Orune.
Non ho notizie approposito di richieste di sacrifici di sangue o cruenti
da parte della Dea Madre come invece avveniva nelle religioni degli Dei del Cielo.
Chi crede ancora nell' entita' della Dea Madre dice che ''devi sentirla dentro'',
un po' come per noi cattolici, la fede in Dio o il dono dello Spirito Santo.
Gioielli prenuragici e nuragici, museo archeologico di Cagliari, Sardegna.
Gioielli prenuragici e nuragici, museo archeologico di Cagliari, Sardegna.
sabato 30 marzo 2019
Ceramiche prenuragiche, Museo archeologico di Cagliari
Ceramiche prenuragiche, Museo archeologico di Cagliari.
Nella Sardegna prenuragica, fra le varie genti e le varie
culture prevalevano quelle di Ozieri e di Monteclaro,
chiamate cosi' per la diversita' dei reperti e per i posti dove
vennero rinvenuti per la prima volta.
Le differenze principali che ci sono giunte fra le due culture stanno
nel modo di lavorare e creare vasi in terracotta che a quel tempo
dovevano essere molto usati, quasi indispensabili.
Nella Sardegna prenuragica, fra le varie genti e le varie
culture prevalevano quelle di Ozieri e di Monteclaro,
chiamate cosi' per la diversita' dei reperti e per i posti dove
vennero rinvenuti per la prima volta.
Le differenze principali che ci sono giunte fra le due culture stanno
nel modo di lavorare e creare vasi in terracotta che a quel tempo
dovevano essere molto usati, quasi indispensabili.
Cosa mangiavano i sardi nel neolitico?
Le tracce si trovano li, nei vasi in terracotta,
nelle pentole, nei piatti.
Mangiavano spesso cereali, farro, orzo, pane di farina o semola
non lievitato.
Fave, piselli e lenticchie; frutta come fichi, ciliege,
susine, mele, pere e prugne.
Inoltre carne di cinghiale, muflone, capra eppoi un roditore
adesso estinto, il prolagus.
Torniamo alle ceramiche: le testimonianze piu imponenti e importanti
ci sono state lasciate dalla cultura di Ozieri, che producevano delle
pentole in terracotta per cucinare finemente incise e disegnate, e con
dei tripodi sul fondo, per tenerle sollevate dal fuoco.
L' argilla era modellata a mano senza l' uso del tornio,
e decorate con linee continue a zig zag, alcuni esperti di storia
e simbologia religiosa sarda dicono che questo disegno evocasse
la divinita' dell' acqua.
Venivano disegnati anche triangoli, bande a spirale,
stelle, figure in rilievo, cerchi e semicerchi.
Veniva anche disegnata una figura femminile con
gona a campana, le incisioni venivano praticate utilizzando
conchiglie, legni, ossa, e spesso venivano colmate di pasta bianca
o rossa per dare risalto al disegno.
Una volta finite e asciugate le ceramiche venivano cotte al fuoco,
si stima a una temperatura di 700 gradi.
In seguito, utilizzate per cucinare si annerivano di fumo e fuligine
fino a rimanere per sempre lisce al tatto.
giovedì 28 marzo 2019
Armi prenuragiche
Armi prenuragiche, Museo Archeologico di Cagliari in Sardegna.
Armi Prenuragiche: nel neolitico del 6000 AC in Sardegna
il tesoro piu' grande e prezzioso era l ossidiana.
L' Ossidiana si trova nel mediterraneo in prevalenza
sul Monte Arci in Sardegna.
E con l' ossidiana che i nostri antenati sardi facevano
le punte delle frecce per andare a caccia, che facevano utensili da taglio ecc.
L' ossidiana e' una roccia vetrosa che nasce dalle eruzioni e dalle esplosioni
vulcaniche che proiettano verso il cielo lapilli di qualsiasi peso,
vetrificandoli per il brusco cambiamento di temperatura.
Le punte e gli utensili in Ossidiana sono state trovate anche
nella pianura padana, nell' appennino toscoemiliano e nella
valle del Rodano.
Ribadisco, la piu' grade cava a cielo aperto di ossidiana del mediterraneo
e' il monte Arci in Sardegna.
Di sono altri 2 giacimenti di ossidiana, ma molto molto piu piccoli
del Monye Arci, e di qualita' inferiore...
Noi presumiamo che l' Ossidiana della Valle del Rodano
come quella della Val Padana, siano sarde come si puo' vedere in questo libro .
E sulla sardegna potete trovare informazioni anche qui'
sul blog Campidano Di-Vino http://campidanodivino.blogspot.com/2013/06/ .
Il museo Archeologico di Cagliari ci dice anche che, l' ossidiana era un bene
molto importante per ricavare utensili da taglio, anche non bellici.
Esisteva una vera e propria filiera, l' estrazzione, le officine della lavorazione e i commercianti.
A Pau nel monte Arci sono presenti i resti di molti centri di lavorazione,
delle vere ''officine di scheggiatura'', certamente dovevano essere ben esposte alla
luce del Sole per lavorare tutto il giorno, a disposizzione dovevano avere pietre diverse per fare da
incudine e da martello.
L' ossidiana sarda era poi trasportata e rivenduta in posti anche molto lontani,
come dicevamo sono celebri i ritrovamenti di frecce con la punta di ossidiana nella valle del Rodano, di cui i giacimenti di ossidiana piu' vicini sono nel Monte Arci in Sardegna,
ma anche nella pianura padana, sugli appenini e sulle prealpi piemontesi.
E sulla sardegna potete trovare informazioni anche qui'
sul blog Campidano Di-Vino http://campidanodivino.blogspot.com/2013/06/ .
Il museo Archeologico di Cagliari ci dice anche che, l' ossidiana era un bene
molto importante per ricavare utensili da taglio, anche non bellici.
Esisteva una vera e propria filiera, l' estrazzione, le officine della lavorazione e i commercianti.
A Pau nel monte Arci sono presenti i resti di molti centri di lavorazione,
delle vere ''officine di scheggiatura'', certamente dovevano essere ben esposte alla
luce del Sole per lavorare tutto il giorno, a disposizzione dovevano avere pietre diverse per fare da
incudine e da martello.
L' ossidiana sarda era poi trasportata e rivenduta in posti anche molto lontani,
come dicevamo sono celebri i ritrovamenti di frecce con la punta di ossidiana nella valle del Rodano, di cui i giacimenti di ossidiana piu' vicini sono nel Monte Arci in Sardegna,
ma anche nella pianura padana, sugli appenini e sulle prealpi piemontesi.
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Cultura
Ubicazione:
Steinstraße 56, 67657 Kaiserslautern, Germania
Effetto afrodisiaco dei vini sardi
https://youtu.be/mdt8WW_m8c4 E' ormai diffuso il mito, analisti ed esperti lo hanno già sperimentato ed è stato già confutato ciò che doveva essere, i vini rossi, fruttati, corposi, profumati o aromatici in genere, hanno un effetto afrodisiaco sulle donne. Si tratterebbe di un aspetto legato al gusto e non alla gradazione alcolica, si tratterebbe di un aspetto legato all assaggio e non alla quantità. In Sardegna questo aspetto premierebbe i vini come il cannonau, il bovale di ottima qualità, il Carignano, il cui nome sardo originale sarebbe Karanu.
A seconda dei gusti le donne possono amare anche il vermentino, vino bianco, fruttato.
mercoledì 27 marzo 2019
Fonderia Project - Testimonianze
Fonderia Project - Testimonianze.
Library Factory by Biblioteca di
San Gavino Monreale,
Sardegna.
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#sangavinomonreale, #sardegna.
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